In occasione della Festa della Repubblica, il COMITES Irlanda ha preso parte alle celebrazioni organizzate a Cork, in un momento che ha riunito le istituzioni italiane, le autorità locali e la comunità dei connazionali del sud dell’isola.

Foto della Festa della Repubblica celebrata a Cork

Nel suo intervento, l’Ambasciatore ha sottolineato la forza del legame e della cooperazione tra Italia e Irlanda — un rapporto che cresce ogni anno e che trova nella comunità italiana uno dei suoi pilastri. Su invito dell’Ambasciatore, il Vicepresidente del COMITES Irlanda, Luca Mancinelli, ha rivolto alcune parole ai presenti a nome del Comitato.

Il Vicepresidente ha richiamato un punto che il COMITES ritiene centrale: la comunità italiana non vive solo a Dublino, ma a Cork, a Limerick, a Galway e in tutta l’isola. Ha ricordato l’impegno del Comitato a portare i propri progetti oltre la capitale e a rafforzare la collaborazione con le realtà del territorio — dalle università alla Società Dante Alighieri, fino alla rete consolare. “L’Irlanda non è solo Dublino: la comunità italiana vive in tutta l’isola”, ha ricordato il Vicepresidente.

A dimostrazione di cosa sia possibile costruire quando le istituzioni e la comunità lavorano insieme, il Vicepresidente ha citato la scuola italiana per i bambini della comunità: nata cinque anni fa con due classi, oggi è cresciuta fino a 100 bambini in sette classi — uno dei progetti più concreti del Comitato.

Un nuovo servizio per la comunità: l’accordo con la Regione Campania

Accordo COMITES Irlanda e campania artecard

Proprio in questi giorni il COMITES Irlanda ha siglato un accordo formale con la Regione Campania, attraverso Scabec, la società regionale per i beni culturali. Si tratta del primo accordo di questo tipo tra un COMITES e una Regione italiana — un primo passo nel costruire rapporti sempre più stretti tra la comunità italiana in Irlanda e i territori d’Italia.

L’intesa offre agli iscritti al COMITES Irlanda tariffe agevolate per l’acquisto della campania>artecard, il pass che dà accesso ai siti culturali e ai musei della Campania — da Pompei ai principali luoghi del patrimonio artistico e archeologico regionale.

Un servizio concreto pensato per i connazionali: un modo per tenere vivo il legame con le proprie radici e rendere più semplice, per chi vive in Irlanda, riscoprire le bellezze del proprio Paese durante i viaggi e i ritorni a casa.

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Vivo interesse per “Il Toro del Pallonetto”, il mockumentary del regista Luigi Barletta, protagonista di due appuntamenti culturali in Irlanda: il 21 maggio presso la University of Limerick e il 22 maggio presso la University College Cork.

L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra il Comites Irlanda e la Società Dante Alighieri Comitato di Cork, con l’obiettivo di promuovere il cinema italiano contemporaneo e creare occasioni di dialogo culturale con la comunità italiana e internazionale presente sul territorio.

Il film, diretto da Luigi Barletta nel 2018, racconta la leggendaria e misteriosa figura di Joe Esposito, detto “il Toro del Pallonetto”, pugile napoletano sospeso tra realtà e finzione in un’opera che mescola documentario, archivio storico e narrazione immaginaria. Il mockumentary ripercorre, attraverso la vita del protagonista, alcuni dei momenti più significativi del Novecento italiano e della storia di Napoli.

Durante entrambe le serate, il pubblico ha seguito con grande attenzione la proiezione e il successivo incontro con il regista. Particolarmente apprezzati i momenti di Q&A finale, che hanno dato vita a un confronto vivace e approfondito sui temi del film, sul linguaggio del mockumentary e sul rapporto tra memoria storica, identità e narrazione cinematografica.

A Limerick, l’evento si è svolto in un clima accademico e partecipativo, coinvolgendo membri della comunità italiana locale. A Cork, invece, l’incontro ha confermato il forte interesse verso il cinema d’autore italiano e le iniziative culturali promosse dalla Dante Alighieri.

“Il Toro del Pallonetto” si conferma così un’opera capace di stimolare riflessioni e dibattiti anche fuori dall’Italia, grazie a una narrazione originale che unisce ironia, ricerca storica e immaginario cinematografico.

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Dalla classe pilota del 2022 ai 98 studenti di oggi: la storia del programma di COMITES Irlanda che porta la scuola italiana nel cuore delle famiglie bilingue

Sabato 16 maggio, all’Istituto Italiano di Cultura di Dublino, 66 bambine e bambini hanno ricevuto il loro diploma. Fuori pioveva — era Dublino, d’altronde. Dentro, l’Ambasciatore Nicola Faganello e la direttrice dell’Istituto, Michela Linda Magri, stringevano piccole mani con orgoglio, mentre famiglie, insegnanti e volontari osservavano emozionati la conclusione di un altro anno scolastico.

È stata la cerimonia di chiusura del quinto anno del Progetto Scuola di COMITES Irlanda: un progetto nato quasi in punta di piedi e diventato, nel tempo, un punto di riferimento per decine di famiglie italiane e bilingui in Irlanda.

foto cerimonia dei diplomi con Istituzioni, insegnanti e bambini

Come è cominciato

Era il 2022 quando COMITES Irlanda avviò quello che allora sembrava quasi un esperimento: una classe pilota di dodici bambini tra i 7 e i 9 anni — italiani, irlandesi e bilingui — riuniti il sabato mattina per imparare, o ritrovare, la lingua italiana.

L’idea era semplice, ma profondamente necessaria. Per molte famiglie italiane all’estero, crescere figli bilingui significa affrontare ogni giorno una sfida silenziosa: mantenere viva la lingua madre mentre si lavora, ci si integra e si costruisce una nuova vita in un Paese anglofono. Il Progetto Scuola è nato proprio per dare all’italiano uno spazio stabile e strutturato: un’aula, un programma didattico, insegnanti qualificate e una continuità educativa che spesso manca fuori dall’Italia.

Cinque anni dopo, quel primo esperimento è diventato una realtà consolidata.

Da una classe a sette: una comunità che cresce

Anno dopo anno, il progetto è cresciuto insieme ai bambini che lo frequentavano. Oggi il Progetto Scuola conta sette classi attive — dalla seconda elementare alla prima media — e coinvolge 98 studenti tra i 7 e i 15 anni.

Le lezioni si svolgono il sabato e la domenica, tra mattina e pomeriggio, da settembre a maggio: due ore settimanali dedicate non soltanto alla lingua, ma anche alla grammatica, alla sintassi, alla storia e alla geografia italiana.

Non si tratta di un semplice corso extrascolastico, ma di un vero percorso didattico parallelo, allineato agli obiettivi del Ministero dell’Istruzione italiano per la scuola primaria. Gli studenti seguono infatti un programma simile a quello dei loro coetanei in Italia, costruendo così un doppio percorso educativo: la scuola irlandese durante la settimana e, nel fine settimana, uno spazio in cui continuare a coltivare la lingua e la cultura italiana.

Due sistemi, due lingue, una sola infanzia.

Gratuito per tutti, senza eccezioni

La crescita del progetto è stata resa possibile grazie al finanziamento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha coperto i costi delle insegnanti qualificate, richiedendo alle famiglie soltanto un contributo minimo destinato principalmente alla cerimonia finale e alle spese organizzative.

Fondamentale è stato anche il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Dublino, che nelle precedenti edizioni ha messo gratuitamente a disposizione i propri spazi, abbattendo i costi operativi e contribuendo a rendere il progetto sostenibile sin dall’inizio.

Chi lo ha costruito, settimana dopo settimana

Dietro ogni progetto educativo ci sono persone che, spesso lontano dai riflettori, lo rendono possibile settimana dopo settimana.

Il Progetto Scuola è stato ideato dalla presidente di COMITES Irlanda, Emiliana Capurro. Fin dalle sue origini, le consigliere Anna Floriani e Chiara Castelbolognesi ne hanno coordinato concretamente lo sviluppo, occupandosi dell’organizzazione delle classi, della selezione delle insegnanti, della gestione didattica, del rapporto con l’Istituto Italiano di Cultura di Dublino e della relazione costante con le famiglie.

A loro va il merito di aver trasformato un’idea iniziale in una struttura educativa stabile e funzionante.

Consigliere Anna Floriani, Direttrice IIC Michela Magri e Presidente Emiliana Capurro consegnano i diplomi

Le voci di chi ci crede

«È stato un piacere portare avanti questo progetto nel corso degli anni, vederlo crescere e vedere la soddisfazione delle famiglie», racconta Anna Floriani. «Il mio ruolo è stato quello di formare le classi, mantenerle stabili nel numero, coltivare il rapporto con i genitori e gestire il finanziamento delle insegnanti. Anch’io ho tre figli che frequentano le classi e, come genitore, sono orgogliosa dei loro progressi. La cerimonia dei diplomi è sempre un momento speciale, perché permette di vedere concretamente quanto il progetto sia cresciuto nel tempo».

Le insegnanti Silvia Canu, Cristina Di Mauro, Daniela Vargiu e Martina Gambretti hanno portato in aula competenza, pazienza e passione ogni sabato e domenica per otto mesi. Ai genitori — che hanno accompagnato i figli, creduto nel progetto e tenuto viva la lingua italiana in casa — va un riconoscimento che nessun diploma può contenere del tutto.

«È bello vedere come, settimana dopo settimana, la curiosità dei ragazzi continui a crescere e quanto siano motivati non solo ad apprendere la lingua italiana, ma anche a mantenere vive le tradizioni e la cultura del nostro Paese», racconta Martina.

Cristina conclude dicendo che «È stato un piacere e un vero onore essere l’insegnante dei vostri bimbi: una classe meravigliosa, piena di entusiasmo, curiosità e dolcezza. Mi sento davvero fortunata ad aver vissuto questa esperienza insieme a loro e a voi, e porterò con me tanti bei ricordi di questo progetto».

Fa da eco Silvia che sottolinea come «La dedizione e l’impegno degli studenti, studentesse e delle loro famiglie testimonia quanto sia importante per loro il progetto scuola. Un progetto che non solo rappresenta un percorso linguistico ma che conduce al proseguimento della cultura delle radici e del rapporto con le famiglie lontane. È un piacere per me farne parte e accompagnare i miei e nostri studenti in questa bella “avventura italiana”.»

E un riconoscimento importante va anche ai genitori, che hanno scelto di investire tempo ed energie per mantenere viva la lingua italiana dentro casa, trasformando il bilinguismo in una ricchezza quotidiana.

«Mio figlio Joshua frequenta il Progetto Scuola da alcuni anni e devo dire che è stata una scelta meravigliosa. Vedere come ha migliorato l’italiano e scoperto con entusiasmo la storia e la geografia dell’Italia ci riempie di orgoglio. Complimenti alle insegnanti per la loro dedizione e passione!” » dice Silvia, mamma di Joshua Needham


Il valore del mantenimento delle proprie radici culturali e’ stato messo in evidenza da Rosmeri Fiore & Christian Reolon, mamma e papá di Emmanuel «Il Progetto Scuola di COMITES è stato un dono prezioso per nostro figlio Emmanuel. Nato e cresciuto in Irlanda, con genitori italiani, Emmanuel frequenta una scuola irlandese e cresce immerso in una cultura diversa da quella delle nostre origini. Grazie al Progetto, dal 2023 ha potuto avvicinarsi alla lingua italiana, alla storia e alla geografia del paese delle sue radici, un arricchimento che va ben oltre la scuola, perché lo aiuta a capire chi è e da dove viene. Siamo grati per questa opportunità.»

Rosmeri Fiore & Christian Reolon, mamma e papá di Emmanuel

«Per noi è stato un regalo preziosissimo: un modo per tenere vivo un legame con la nostra cultura e i nostri cari. Anita e Bianca hanno avuto l’opportunità di conoscere, attraverso le insegnanti e i compagni di classe, tante cose bellissime del nostro Paese in maniera gioiosa e serena. Sono semi che con il tempo germoglieranno, trasmettendo l’amore e la curiosità di conoscere le proprie radici.” » afferma Chiara, mamma di Anita (prima media, classe online) e Bianca (quinta elementare)
Da famiglia italiana a Dublino, l’esperienza con Progetto Scuola è stata incredibilmente positiva.

«Grazie a un insegnamento di grande qualità, nostra figlia ha migliorato tantissimo la sua grammatica italiana, ma il valore aggiunto è stato tutto il resto. Questo progetto è stato un canale di connessione speciale, che le ha permesso di entrare a far parte di una bellissima community di bambini italiani.

In classe ha trovato un ambiente caloroso, stimolante e pieno di entusiasmo, dove ha stretto nuove amicizie condividendo le sue stesse radici. Grazie di cuore al Comites e agli insegnanti per la passione e l’impegno: un bellissimo modo per far sentire i nostri figli fieri della propria lingua e cultura, anche a Dublino!» da Roberta (mamma di Allegra).

Queste voci raccontano qualcosa che i numeri da soli non possono dire: che il Progetto Scuola non è soltanto un programma didattico, ma uno spazio in cui le famiglie italiane in Irlanda ritrovano un pezzo della propria identità. È da questa consapevolezza che nasce l’impegno istituzionale di chi lo ha reso possibile.

«Mantenere l’italiano nei bambini nati all’estero significa regalare loro molto più di una lingua: è lasciare viva una radice, una memoria di famiglia e un ponte prezioso verso la propria storia, perché chi conosce le proprie origini cammina nel mondo con un’identità più ricca e forte», afferma Emiliana Capurro.

Anche il vicepresidente Luca Mancinelli sottolinea il valore concreto del progetto: «Anna Floriani e Chiara Castelbolognesi hanno costruito qualcosa di concreto e duraturo per le famiglie italiane in Irlanda. Questo è esattamente il lavoro che il COMITES è chiamato a fare: stare vicino alla comunità non a parole, ma con progetti che cambiano la vita quotidiana delle persone. Grazie al MAECI, all’Istituto Italiano di Cultura e all’Ambasciata per aver reso tutto questo possibile».

E forse il successo del progetto si misura proprio nei piccoli gesti quotidiani: una bambina che legge da sola le lettere dei nonni, un ragazzo che riesce finalmente a parlare con i parenti in Italia senza tradurre ogni frase, famiglie che vedono nella lingua non soltanto uno strumento, ma un pezzo della propria identità.

Cinque anni fa era una classe pilota di dodici bambini. Oggi è una piccola scuola italiana nel cuore di Dublino.

Dal 1° giugno 2026 cambia una regola importante per gli italiani residenti all’estero: chi è iscritto all’AIRE potrà richiedere la Carta d’Identità Elettronica (CIE) direttamente presso qualsiasi Comune italiano, senza dover passare obbligatoriamente dal consolato.

La novità è introdotta dalla legge n. 11 del 19 gennaio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 4 febbraio 2026.


Cosa cambia in concreto

Fino ad oggi, per gli italiani residenti all’estero l’unico canale ufficiale per ottenere la CIE era la rappresentanza diplomatico-consolare competente per territorio. Con la nuova norma, questa opzione rimane disponibile, ma si affianca la possibilità di rivolgersi a qualsiasi Comune italiano.

La procedura è la stessa prevista per i residenti in Italia: nessun trattamento differenziato, nessun iter aggiuntivo.


Le due opzioni di ritiro

Una volta presentata la domanda al Comune scelto, il richiedente può decidere come ricevere il documento:

  • Ritiro in loco: la CIE viene ritirata direttamente allo sportello del Comune in cui è stata presentata la richiesta.
  • Spedizione all’estero: la CIE viene inviata all’indirizzo di residenza estero indicato dal richiedente.

Come prenotare

Per conoscere le modalità operative specifiche — orari, prenotazione appuntamento, documenti richiesti — è necessario contattare direttamente il Comune scelto. Le procedure possono variare da Comune a Comune.


La fonte ufficiale

La notizia è stata comunicata dall’Ambasciata d’Italia a Dublino: Comunicato dell'Ambasciata d'Italia a Dublino: CIE per gli iscritti AIRE dal 1° giugno 2026.

Gazzetta Ufficiale: legge n. 11/2026.

VOTO PER CORRISPONDENZA DEI CITTADINI ITALIANI ALL’ESTERO E OPZIONE PER IL VOTO IN ITALIA

Con decreto del Presidente della Repubblica del 13/01/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 14/01/2026, è stata fissata nei giorni 22 e 23 MARZO 2026 la data del referendum ex art. 138 della Costituzione per la modifica di alcuni articoli della Costituzione (c.d. “Riforma della giustizia”).

Si ricorda che il VOTO è un DIRITTO tutelato dalla Costituzione italiana e che, in base alla Legge 27 dicembre 2001, n. 459, i cittadini italiani residenti o temporaneamente all’estero, iscritti nelle liste elettorali, possono VOTARE PER POSTA, ricevendo il plico elettorale al proprio indirizzo di residenza. A tal fine, si raccomanda di controllare ed eventualmente regolarizzare immediatamente la propria situazione anagrafica e di indirizzo presso l’Ufficio consolare competente (si ricorda che per legge i plichi elettorali devono essere spediti quasi un mese prima della data del voto in Italia), utilizzando preferibilmente il portale online dei servizi consolari Fast It.

In alternativa al voto per corrispondenza, gli elettori iscritti all’AIRE possono scegliere di votare in Italia presso il proprio comune di iscrizione elettorale, comunicando per iscritto la propria scelta (OPZIONE) al Consolato entro il 10° giorno successivo alla indizione della consultazione. La scelta (opzione) di votare in Italia vale solo per la consultazione referendaria rispetto alla quale è espressa.

L’OPZIONE deve pervenire all’Ufficio consolare non oltre i dieci giorni successivi a quello dell’indizione della consultazione, ovvero ENTRO IL GIORNO 24/01/2026.

Per tale comunicazione si può utilizzare l’apposito modulo scaricabile sia dal sito web del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (www.esteri.it) sia da quello del proprio Ufficio consolare di riferimento.

Il modulo, compilato, firmato e accompagnato da un documento d’identità, può essere consegnato o inviato al proprio Ufficio consolare di riferimento a mano, per posta, per posta elettronica ordinaria, per posta elettronica certificata [PEC]. I relativi indirizzi sono disponibili sul sito del Consolato di riferimento.

La comunicazione dell’opzione può anche essere scritta su carta semplice; in ogni caso per essere valida deve contenere nome, cognome, data e luogo di nascita, luogo di residenza e firma dell’elettore, ed è obbligatorio inviarla insieme a copia di un documento di identità del dichiarante.

La normativa vigente prescrive che sia cura degli elettori verificare che la comunicazione di opzione spedita per posta sia stata ricevuta in tempo utile dal proprio Ufficio consolare. Le richieste pervenute oltre il termine sopra indicato NON potranno essere ritenute valide.

La scelta di votare in Italia può essere successivamente REVOCATA con una comunicazione scritta da inviare o consegnare all’Ufficio consolare con le stesse modalità ed entro la stessa data prevista per l’esercizio dell’opzione.

La Legge NON prevede alcun tipo di rimborso per le spese di viaggio sostenute per il rientro in Italia in occasione del voto, ma solo agevolazioni tariffarie all’interno del territorio italiano.

PER OGNI ULTERIORE CHIARIMENTO CI SI PUO’ RIVOLGERE AL PROPRIO UFFICIO CONSOLARE DI RIFERIMENTO.

Un invito ai connazionali in Irlanda a riscoprire la città con l’architetto Fabrizio Vella

Palermo torna a essere protagonista con “Le Vie dei Tesori”, il grande festival che da oltre quattordici anni valorizza il patrimonio artistico, storico e naturale della Sicilia.
Dal 10 ottobre al 16 novembre 2025, la città aprirà oltre cento luoghi straordinari al pubblico: palazzi nobiliari, chiese, giardini segreti, torri panoramiche e antichi oratori normalmente chiusi ai visitatori.

Oltre ai luoghi, il programma propone passeggiate d’autore, esperienze speciali, voli panoramici, percorsi nella natura e momenti enogastronomici per vivere Palermo in tutte le sue sfumature:

  • La Palermo delle torri e delle terrazze
  • La Palermo del mistero e della natura tropicale
  • La Palermo della Belle Époque e dei palazzi storici
  • La Palermo arabo-normanna, patrimonio UNESCO
  • La Palermo di Serpotta e Borremans, maestri del Settecento

Quest’anno, l’architetto Fabrizio Vella, grande supporter del Comites Irlanda, offrirà gratuitamente un tour guidato alla scoperta di Palermo.
Un’esperienza unica, tra architettura, storia e sapori siciliani, pensata anche per i nostri connazionali all’estero che desiderano tornare o visitare Palermo con occhi nuovi.

Chi è Fabrizio Vella

Fabrizio Vella è architetto e funzionario della Regione Siciliana, iscritto all’Albo degli Architetti di Palermo dal 1994.
Dopo la laurea in Architettura presso l’Università di Palermo, ha maturato un’ampia esperienza nel settore pubblico, occupandosi di restauro, tutela paesaggistica e progettazione architettonica.

Ha progettato e diretto numerosi interventi in Sicilia e all’estero, tra cui chiese, ville e complessi residenziali, e ha collaborato come consulente tecnico del Tribunale di Palermo e del Sindaco della città.


Psicologa, psicoterapeuta, Anna Pisterzi è Fondatrice e CEO di Transiti, Psicologia d’Espatrio, startup innovativa che sta sviluppando un metodo scientificamente validato per fornire consulenza psicologica online, in lingua madre, per expat. Sarà ospite e tra i relatori dei Workshop Informativi sull’Espatrio: “Traiettorie. Guida Psicologica all’Espatrio, una serie di eventi organizzati dal Comites Irlanda dedicati al benessere psicologico degli italiani che vivono all’estero.

1)Come è nata l’idea di organizzare questi workshop informativi sull’espatrio?

Gli incontri di presentazione e i workshop a partire dal libro Traiettorie. Guida psicologica all’espatrio” (tau ed. 2023) sono Realizzati con il contributo della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale con l’obiettivo di coinvolgere sempre di più le Istituzioni per gli Italiani all’estero e le comunità di expat, nella presa di consapevolezza di una tematica tanto importante quanto sottovalutata: il benessere psicologico e la salute mentale in percorsi di mobilità. Tutte le persone che incontriamo, che hanno fatto o stanno facendo un’esperienza all’estero, ci segnalano l’importanza di portare l’attenzione sulla questione. Emigrano infatti anche le menti e non solo i corpi e come ha sottolineato l’onorevole Porta “fenomeno emigrazione non va solamente studiato, ma seguito e accompagnato anche con apposite proposte di legge”.

2)Quali sono le principali difficoltà psicologiche che gli italiani espatriati affrontano?

Le complessità psicologiche che chi è in una traiettoria d’espatrio si trova a dover elaborare  hanno spesso a che vedere con diverse dimensioni intrecciate che partono dalle caratteristiche individuali alla qualità del rapporto con gli affetti, alle pressioni  e ai significati che il sociale in quel momento storico conferisce all’emigrazione. Muoversi alla ricerca di un luogo da chiamare casa è un comportamento che l’uomo compie da sempre, ma le spinte e i modi in cui può farlo sono socialmente e storicamente connotati e questo ne determina anche i colori affettivi e le derivanti difficoltà psicologiche. Possiamo dire che oggi mediamente un italiano che espatria si troverà a fronteggiare alcuni aspetti quali ad esempio :il dialogo nel contorno familiare, la pianificazione della partenza, l’esplorazione del nuovo mondo, il senso di colpa, la nostalgia, la curiosità, la “fuga”, l’adattamento e l’integrazione nel nuovo contesto. 

3)Perché l’espatrio è considerato una tappa di sviluppo psicologico importante?

Una tappa di sviluppo nella psicologia del ciclo di vita si riferisce a un periodo specifico caratterizzato da cambiamenti o trasformazioni significativi, sia a livello fisico, cognitivo, emotivo o sociale, che una persona attraversa nel corso della sua vita. Ogni tappa è associata a sfide, compiti evolutivi e potenziali di crescita specifici per quella fase, e ciò che viene percepito come successo o  fallimento nell’affrontare queste sfide può influenzare lo sviluppo o l’inviluppo nelle fasi successive.

L’espatrio può essere considerata una tappa di sviluppo plus perchè possiede le caratteristiche sopracitate ed è sicuramente un evento spartiacque nella vita della persona e dei suoi affetti. Ciò che abbiamo imparato, come umani, è che accompagnare con specifici interventi  le tappe di sviluppo (pensiamo ai corsi pre parto o ai percorsi di orientamento lavorativo) migliora la capacità di affrontare in modo positivo e nutriente la sfida che la tappa di sviluppo pone. Significa permettere all’individuo di migliorare la consapevolezza e il senso di efficacia nell’affrontare l’incertezza che il rapporto con l’ignoto valorizzare gli aspetti di piacere e apertura mentale che il rapporto con  la scoperta del mondo e di nuove parti si sè comporta

4)Come si è sviluppato il libro “Traiettorie. Guida psicologica all’espatrio” e qual è il suo scopo?

Il progetto di “Traiettorie” è nato dalla nostra esperienza quotidiana di supporto psicologico agli italiani all’estero, studio e ricerca  tramite la cooperativa sociale Transiti Psicologia d’espatrio www.transiti.net .

Il processo di espatrio porta con sé sfide emotive e psicologiche molto profonde, che spesso non vengono affrontate adeguatamente. L’espatrio non è solo una questione logistica, ma un viaggio che coinvolge l’identità, la separazione dagli affetti, e l’adattamento a un nuovo contesto culturale. Ci siamo accorti che c’era bisogno di una guida che non offrisse soluzioni rapide, ma che permettesse una riflessione continua sulle esperienze interiori di chi si trova in espatrio.

Il supporto della Fondazione Migrantes è stato fondamentale per lo sviluppo del libro. Migrantes, con il Rapporto Italiani nel mondo, curato dalla sociologa Delfina Licata, è da sempre molto attenta alle esigenze delle comunità italiane all’estero, e ci ha permesso di concretizzare l’idea. Grazie al loro contributo, abbiamo potuto dare vita a una guida che non si limita a suggerire strategie pratiche, ma che aiuta le persone a prendere consapevolezza delle loro traiettorie emotive durante l’espatrio. La Fondazione ha creduto nell’importanza di offrire uno strumento psicologico a chi vive questa complessa esperienza, supportando così il benessere psico-sociale degli italiani nel mondo. 

Prossimo evento

 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐞𝐝𝐢̀ 𝟕 𝐍𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞:
“In dialogo a partire da Traiettorie” – Un panel di discussione rivolto ai professionisti italiani in Irlanda per esplorare le sfide psicologiche dell’espatrio.

Ora: 𝟏𝟖:𝟎𝟎 – 𝟐𝟎:𝟎𝟎

Nella storia recente degli Italiani d’Irlanda spicca la figura di Concetto La Malfa, giornalista italiano
fondatore nel 1983 di ITALIA STAMPA, un periodico per la Comunità italiana e amici dell’Italia in Irlanda.
Italia Stampa, pubblicato con successo fino al 2014, ha rappresentato un faro e un collegamento tra
l’Italia e l’Irlanda, rappresentando una preziosa documentazione storica delle vicende italiane.
È stato una piattaforma per la presentazione una miriade di argomenti quali Informazioni su fatti italiani in
Italia e in Irlanda, attività del Comites Irlanda, eventi culturali organizzati dall’Istituto Italiano di Cultura di
Dublino ed eventi letterari, socioculturali e sportivi italiani ed italo-irlandesi.

I suoi 31 anni quale editore dell’unico periodico cartaceo italiano in Irlanda costituiscono un fatto storico della presenza italiana in questo Paese.


L’influenza di Italia Stampa si estende oltre le 2000 pagine pubblicate. Una testimonianza della sua ricca
storia è la raccolta di nove volumi di tutte le edizioni del periodico che è disponibile per la consultazione
presso l’Istituto Italiano di Cultura di Dublino.
Dal 2014 in poi fino ad oggi Concetto La Malfa si è dedicato alla gestione del canale YouTube
EUROWORLD NEWS IRLANDA youtube.com/@euroworldnews/videos per la copertura di eventi italiani
europei e mondali.

Ecco qui un’ intervista r, dove il giornalista racconta la sua eredità giornalistica:

Con piacere vi annunciamo che abbiamo creato una waiting list per accedere alle classi di italiano.
Ecco qui il link: Lista di attesa Progetto Scuola.
Vi preghiamo di leggere con attenzione la prima pagina prima di iscrivervi, perché il corso potrebbe non essere adatto a vostro figlio. Il corso è solo per bambini di età compresa tra i 7 ai 12 anni, ma potete inserirvi nella waiting list in qualsiasi momento, poi noi vi faremo sapere a tempo debito se vostro figlio è stato accettato in una delle classi.

Le classi sono composte da un massimo di 14 alunni e si svolgono di sabato, 2 volte al mese (stiamo anche valutando di fare partire le classi anche di Domenica – soggetto a disponibilità della sala) presso una sala dell’Istituto Italiano di Cultura.

Per maggiori informazioni potete scrivere ad Anna e Chiara, responsabili di questo progetto, all’indirizzo email info@comitesirlanda.com

L’Ambasciata d’Italia in Dublino rende noto che è stato pubblicato un Avviso di assunzione di n.2 impiegati a contratto temporaneo della durata di 6 mesi

da adibire ai servizi di assistente amministrativo.

Le candidature dovranno essere presentate entro e non oltre le ore 12.00 locali del 26 febbraio 2024.

Per informazioni consultare il sito dell’ Ambasciata